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8 luglio: i fatti di Piazza Navona
Ultimo aggiornamento (Sabato 12 Luglio 2008 13:27) Scritto da Andrea Brandi Sabato 12 Luglio 2008 11:52
Ho sentito, praticamente TUTTI i telegiornali parlare di scandalo di Piazza Navona, offese al ministro Carfagna, al pontefice e al Presidente della Repubblica. Per non parlare delle solite sceneggiate di Emilio Fede sul suo TG abusivo. Quel giorno anche se mi sarebbe piaciuto partecipare, non avevo la stabilità mentale per affrontare una giornata così impegnativa. Tuttavia sentendo tutte queste notizie ho pensato bene di informarmi bene su ciò che realmente era accaduto.
Ora, lasciamo stare le scandalose dichiarazioni di Emilio Fede a cui purtroppo tutti siamo già abituati; quello che ritengo scandaloso è il livello dell'informazione a cui siamo arrivati; il cattivo è Di Pietro che ha organizzato una pacifica dimostrazione (a cui hanno partecipato, politici, cantanti e anche comici) contro le scandalose leggi vergogna e anti-costituzionali dello psiconano e del suo governo.
Si vuole strozzare la voce a chiunque, ormai siamo in pieno regime e nessuno batte ciglio. Chi fa' satira viene censurato, i comici non possono più far ridere (malinconicamente a volte). Vogliono farci credere che quel giorno in piazza Navona c'erano solo comunisti e sovvertitori, quando in realtà alla manifestazione hanno preso parte (fisicamente o moralmente) parecchi esponenti importanti della politica e della società (tra cui il nostro premio Nobel, Dario Fo).
Quello che è successo l'altro giorno a Roma, non erano insulti, erano critiche. Poi ognuno potrà rigirarli e interpretarli come vuole, ma tali rimangono. Un comico criticherà come in un regime democratico fa' un comico, un politico come un politico. Ed ecco come magicamente viene risaltato di più l'intervento della Guzzanti, che alludeva a un presunto succhiare qualcosa al Presidente del Consiglio, cosa che a giudicare dalle pubblicazioni, anche dei giornali esteri come il Clarin argentino, non è certamente una cosa inventata da lei, casomai tutta da dimostrare.
Lo scandalo oggi, è DIRE una cosa, anche solo alludervi se riguarda il potere o i suoi servi. E' uno scandalo che si manifesti contro chi, senza che quasi nessuno dica niente, sta portando in parlamento non una ma ben 5 leggi anti-costituzionali che permetteranno di fermare il processo in corso del Presidente del Consiglio e di dare l'immunità totale alle quattro più alte cariche dello stato. Leggi che se fossero state fatte 50 anni fa' sarebbero state definite razziali, come prendere le impronte a dei bambini, solo perché sono ROM (sono diversi...?!).
Berlusconi ha denunciato la manifestazione come uno scandalo (ma scandalizzati di te stesso!), Veltroni a ruota; la Carfagna ha denunciato la Guzzanti; chissà chi altri ha denunciato chi, tanto fra poco quelli che dicono i fatti come stanno potranno essere denunciati e chi governa (anzi MAL governa) sarà immune da ogni processo.
Vorrei riprendere le parole di Marco Travaglio dopo la manifestazione:
"La gente invece ha applaudito Grillo e Sabina come Colombo (anche quando ha chiesto consensi per Napolitano), Di Pietro, Flores e gli altri oratori, ma anche i politici delle più varie provenienze venuti a manifestare silenziosamente. Era chiaro a tutti che il bersaglio era il regime berlusconiano con le sue leggi canaglia, compresi ovviamente quanti non gli si oppongono.
In Italia l’elenco delle cose che non si possono dire si allunga di giorno in giorno. Negli Stati Uniti, qualche anno fa, uscì senz’alcuno scandalo un libro di Michael Moore dal titolo “Stupid White Man” (pubblicato in Italia da Mondadori…), tutto dedicato alle non eccelse qualità intellettive del presidente Bush. Da dieci anni l’ex presidente Clinton non riesce a uscire da quella che è stata chiamata la “sala orale”. In Francia, la tv pubblica ha trasmesso un programma satirico in cui un attore, parodiando il film “Pulp Fiction” in “Peuple fiction”, irrompe nello studio del presidente Chirac, lo processa sommariamente per le sue innumerevoli menzogne, e poi lo fredda col mitra. A nessuno è mai venuto in mente di parlare di “antibushismo”, di “anticlintonismo”, di “antichirachismo”, di “insulti alla Casa Bianca” o di “vilipendio all’Eliseo”. Tanto più alta è la poltrona su cui siede il politico, tanto più ampio è il diritto di critica e di satira e anche di attacco personale.
Io, in tre parole tre, ho descritto la vergognosa legge Berlusconi che istituisce un’ ”aggravante razziale” e dunque incostituzionale, punendo - per lo stesso reato - gli immigrati irregolari più severamente degli italiani, e mi sono rammaricato del fatto che il Quirinale l’abbia firmata promulgando il decreto sicurezza. Nessun insulto: critica.
Poi c’è Sabina. Che ha fatto, di tanto grave, Sabina? Ha usato fino in fondo il privilegio della satira, che le consente di chiamare le cose con il loro nome senza le tartuferie e le ipocrisie del politically correct, del politichese e del giornalese: ha tradotto in italiano, con le parole più appropriate, quel che emerge da decine di cronache di giornale sulle presunte telefonate di una signorina dedita ad antichissime attività con l’attuale premier, che poi l’ha promossa ministra.
Si dirà: ma Sabina ha pure mandato il papa all’inferno.
Posso garantire che, diversamente da me, lei all’inferno non crede.
Quella era un’incursione artistica in un genere letterario inaugurato,
se non ricordo male, da Dante Alighieri. Il quale
spedì anticipatamente all’inferno il pontefice di allora, Bonifacio
VIII, che non gli piaceva più o meno per le stesse ragioni per cui
questo papa non piace a lei e a molti: le continue intromissioni del Vaticano nella politica. Anche Dante era girotondino?"
Fonte: Voglio Scendere
Video della manifestazione:
L'intervento di Paolo Flores D'Arcais.
L'intervento di Marco Travaglio (parte 1).
L'intervento di Marco Travaglio (parte 2).
L'intervento di Marco Travaglio (parte 3).
L'intervento di Andrea Camilleri.
L'intervento di Sabina Guzzanti (parte 1).
L'intervento di Sabina Guzzanti (parte 2).
L'intervento di Antonio Di Pietro.






